Relative Impact Factor by

26 Gen
2010

Nella laconica mail da parte di Mauro Massulli dove mi si convoca alle audizioni del FIRB (mercoledì 10 febbraio ore 9 a.m. in zona EUR a Roma per chi fosse curioso) si dice che, tra le altre cose, dovrò portare con me un mio curriculum vitae aggiornato dove “siano posti in particolare evidenza la durata di esperienze di studio e di lavoro all’estero, eventuali esperienze di coordinamento di gruppi di ricerca (specificando se la ricerca ha ricevuto finanziamenti locali o regionali/nazionali o internazionali) ed un elenco delle pubblicazioni, con evidenza dell’IF totale, del Relative Impact Factor e dell’IF medio per pubblicazione come primo/ultimo autore.“.

Tralasciando per un attimo il concetto che chiedere ad un “giovane” di avere esperienza di coordinamento di gruppi di ricerca è un po’ un ossimoro, quello che mi ha più incuriosito è stata la referenza al “Relative Impact Factor” di cui non avevo mai sentito parlare prima. Se uno cerca in rete si trovano delle informazioni (poche) che riguardano un “relative Impact Factor” per le riviste scientifiche ma che nulla ha a che vedere con i singoli ricercatori (esempio). Fortunatamente però la stessa mail riporta una succinta spiegazione di cosa loro intendano:

[Il Relative Impact Factor] tiene conto della posizione ("ranking") della rivista nella categoria
disciplinare ("subject category"), in cui la rivista ha la posizione migliore secondo le seguenti modalità:
a.	2 punti, per le riviste collocate nel primo quintile ("impact factor" più elevato)
b.	1,6 punti, per le riviste collocate nel secondo quintile
c.	1,2 punti, per le riviste collocate nel terzo quintile
d.	0,8 punti, per le riviste collocate nel quarto quintile
e.	0,4 punti, per le riviste dell'ultimo quintile ("impact factor" più basso)

Quindi tutto sta nello scoprire in quale quintile stanno le riviste dove si è pubblicato e fare una somma dei punteggi associati a ciascun quintile. Per farlo però c’è bisogno di un bel database dove le riviste siano divise in categorie disciplinari e, per ciascuna categoria, venga fatto un ranking delle riviste in base al loro Impact Factor. Magari mi sbaglio ma, per quanto ne so io, gli unici due database ragionevolmente completi (almeno in ambito scientifico non medico) sono l’ISI Web of Knowledge e Scopus, entrambi a pagamento. Per complicarsi la vita i due database non contengono lo stesso numero di riviste; se è ovvio che tutte le riviste principali siano presenti in entrambi i luoghi altrettanto non si può dire per le riviste meno prestigiose e questo può portare ad alcune incongruenze. Prendiamo, ad esempio, l’ipotesi di un articolo pubblicato su una rivista di gingillometria applicata e supponiamo che la rivista in questione sia la decima in graduatoria per entrambi i database. Immaginamo però che l’ISI consideri 30 riviste di questo settore mentre Scopus ne cataloghi 60. Nel primo caso il mio articolo è da considerarsi nel primo quintile, nel secondo caso invece siamo nel secondo quintile. Insomma, più è ampio il vostro database di riferimento e più rischiate che sia basso il punteggio del vostro Relative Impact Factor. Giusto per complicarci la vita poi l’ISI (Scopus non lo so che non ho l’accesso) ci fa il favore di calcolarci automaticamente in quale quartile (N.B. quartile, non quintile) si trova secondo lui ciascuna rivista. Tuttavia non lo fa nel modo banale che abbiamo delineato sopra ma, oltre ai 4 quartili, tiene anche in considerazione i cosiddetti outliers, ovvero quelle riviste che, pur facendo parte di una data categoria, hanno un IF fuori scala rispetto alle altre (Nature e Science sono due esempi titpici ma ce ne sono molte altre). Il criterio esatto con cui l’ISI decide cos’è un outliers e cosa non non mi pare sia specificato e quindi non è possibile ripetere pari pari la procedura per trasformare i quartili in quintili.
In realtà questi son problemi che si pongono solo per le riviste che stanno un po’ al limite fra due quintili, non per quelle saldamente piantate in cima o in fondo alla classifica. Tuttavia non posso fare a meno di avere la sensazione che questo “Relative Impact Factor” che ciascuno si calcolerà un po’ come gli pare non sia propriamente una grandezza ben definita.

Resta anche il forte dubbio che la commissione del FIRB, non potendo essere competente su tutto e trovandosi comunque di fronte a progetti di elevata qualità (la selezione pre-audizioni è stata durissima), giudicherà principalmente gli indicatori bibliometrici avvantaggiando così i più “anziani”.

12 Responses to Relative Impact Factor

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daniele

9 Febbraio, 2010 at 12:24

Ciao, mi trovo nello stesso casino con il relative impact factor e non riesco a trovare su ISI
come si possa calcolare il quartile (lo so, e’ richiesto il quintile). Non riesco nemmeno ad ottenere una graduatoria delle riviste sempre su ISI.. help?

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J B

9 Febbraio, 2010 at 13:19

@Daniele: il punto di partenza (ammesso che tu abbia l’accesso ad ISI) è la pagina http://www.isiknowledge.com/JCR . Lì selezioni “search for a specific journal” ed inserisci il nome della rivista che ti interessa. Purtroppo richiedono il nome esatto quindi bisogna fare un po’ di attenzione. Ipotizziamo che tu stia cercando “Physical Review Letters” (che è un esempio a me familiare ma è lo stesso se cerchi altre riviste): ti apparirà una pagina con i dati essenziali (Impact Factor, Immediacy Index ecc). A questo punto devi cliccare sul nome abbreviato della rivista (l’unico link ben in evidenza nella pagina) e verrai portato ad una pagina con qualche info in più. In quersta pagina (un po’ inutile a dire la verità) troverai un pulsante chiamato “Journal Rank in Categories”. La pagina dove verrai portato rappresenta finalmente qualcosa di utile. Infatti ti dice in che categoria è la rivista (Physical Review Letters è in PHYSICS, MULTIDISCIPLINARY), quante riviste fanno parte di quella categoria (nel nostro caso 68), quale posizione ha la rivista nella categoria (nel nostro caso il quinto) ed in quale quartile si trova (nel nostro caso il primo). Se la rivista fa parte di più categorie allora ci saranno i dati per ciascuna di esse. Ricordati che quello che conta è la categoria dove la rivista è messa meglio!

Se vuoi la classifica per IF di una data categoria allora devi tornare http://www.isiknowledge.com/JCR e selezionare “View a group of journals by Subject Category”. A questo punto ti verrà fornita una meschera dove selezionare la categoria da una lista e la scelta di come la vuoi ordinare (a te dovrebbe ineteressare “sort by Impact Factor”).

Insomma, la procedura non è proprio quello che chiamerei intuitiva ma i dati ci sono più o meno tutti.

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MO

9 Febbraio, 2010 at 16:33

Qualcuno mi puo’ spiegare cosa vuol dire
l’IF medio per pubblicazione come primo/ultimo autore?
Grazie

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J B

10 Febbraio, 2010 at 17:29

La mia interpretazione è stata di prendere tutti gli articoli in cui risultavo primo autore, prendere gli IF delle riviste sui quali sono pubbloicati e fare la media aritmetica.
Stessa cosa con gli articoli in cui uno compare come ultimo nome.

p.s.
Ho avuto l’audizione stamani. Appena ho 5 minuti scrivo com’è andata.

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MO

11 Febbraio, 2010 at 13:12

Grazie per la risposta! la storia che l’ultimo autore fosse importante come il primo non la sapevo!
Facci sapere come e’ andata!

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J B

11 Febbraio, 2010 at 13:30

@MO: Raramente il primo e l’ultimo autore hanno la stessa importanza. Nel mio settore essere primo autore vuole tipicamente dire essere il giovane che si è materialmente fatto il mazzo mentre essere ultimo autore vuol dire essere quello che ha trovato i finanziamenti e superviosionato la cosa. Ovviamente la cosa cambia molto a seconda della comunità scientifica alla quale uno appartiene e/o dell’onestà dei “capi”. Se ti interessa comunque ho messo su un breve cronaca di come è andata la mia audizione edi come ore organizzato il tutto ( http://archivio.fcvg.it/?p=670 ).
In bocca al lupo per la tua di audizione 😉

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MO

11 Febbraio, 2010 at 14:40

grazie!! Anche io sono PE e ho l’audizione mercoledi alle 11! sigh!

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DC

19 Maggio, 2010 at 13:11

Ciao, io mi affaccio ora al mondo degli IF e sto cercando informazioni su come si calcola l’IF per singolo autore: per il primo e l’ultimo il concetto è chiaro ma gli altri? C’è un sistema per calcolarlo? Grazie mille in anticipo!

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J B

20 Maggio, 2010 at 07:30

@DC: L’Impact Factor di per sè non fa alcuna distinzione fra primo, secondo e quarantesettesimo autore. Infatti l’IF non è pensato per i singoli autori ma per “classificare” le riviste scientifiche. Gli indici pensati per gli autori di solito assomigliano più all’h-index (che è sì un derivato dell’impact factor ma non è proprio la stessa cosa). Poi alcune istituzioni (e il MIUR qui è quasi imbattibile) si sbizzarriscono ad inventare indici tutti loro come il “relative impact factor” di qui sopra o l'”impact factor come primo autore”.
Sull’IF avevo già parlato abbastanza diffusamente qui http://archivio.fcvg.it/?p=51

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nicoletta

26 Maggio, 2010 at 10:12

Ciao!
qualcuno sa dirmi come si ottiene la certificazione isi per una rivista digitale open access?

Grazie

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J B

26 Maggio, 2010 at 13:39

@nicoletta: Sul sito della Thomson Reuters trovi un sacco di materiale. Prova a partire da http://thomsonreuters.com/products_services/science/free/essays/journal_selection_process/ e cercare. Se non trovi la risposta la cosa migliore è chiedere a loro ma ricordati che, in mancanza di una peer-review internazionale difficilmente una rivista verrà inclusa nel loro database.

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Valentino Tamburi

17 Gennaio, 2012 at 17:00

Ciao, ragazzi, vorrei chiedervi un aiuto.
Sono titolare di una casa editrice di recente costituzione.
Ho costituito un comitato scientifico ma non so come ottenere la certificazione per l’impact factor.
Qualcuno di voi saprebbe indicarmi a chi rivolgermi?

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