La scienza è un gioco by

17 Nov
2008

Se la scienza è sempre vista con un misto di ammirazione e paura le nanotecnologie vengono considerate dai non addetti ai lavori come qualcosa che sta a metà fra la promessa di un domani migliore e l’ordigno “Fine di Mondo“. Comunque vada parlare di nanotecnologie evoca oscuri laboratori dove figuri in camice giocano con i mattoni fondamentali della materia. Forse vi sorprenderà ma, almeno in alcuni casi, nanoparticelle e nanomacchine possono essere realizzate in maniera semplice, anzi semplicissima: così semplice che potete farlo nella vostra cucina senza rischiare di far esplodere nulla o di avvelenare qualcuno.

Il progetto “Open Source Nano” è ancora agli inizi ma qui potete intanto trovare una buffa ricetta per realizzare nanocristalli di magnetite in casa. Sperabilmente non avrete spesso a che fare con acqua contaminata da arsenico (i nanocristalli di magnetite sono un ottimo metodo per rimediare a queste contaminazioni) ma l’idea resta carina.

Se poi, da buoni profani, vi venisse voglia di metter le mani su uno dei più grossi problemi della biofisica moderna, il protein folding (ovvero come si ripiegano le proteine e quali effetti questo abbia sulle loro proprietà), potete provare a baloccarvi con fold.it , un gioco dove lo scopo è trovare un buon impacchettamento degli amminoacidi. Se lo si gioca collegati in rete i ricercatori che lo hanno creato saranno in grado di catalogare ed analizzare le strategie che abbiamo usato per superare i vari livelli ed implementarlinei complessi algoritmi che vengono utilizzati per risolvere questi problemi. Insomma, mentre vi divertite a torcere complicate strutture tridimensionali potete anche aiutare la ricerca!

Buon divertimento

(forse) ne abbiamo parlato qui:

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